Immagine di copertina 12 dicembre 2019

Alto Garda, Itea: 23 gli alloggi “in manutenzione”. Presto la riassegnazione

La denuncia era arrivata a inizio novembre dalla commissione consiliare per le politiche sociali di Riva del Garda: le case Itea non utilizzate nell’Alto Garda sarebbero più di cinquanta, distribuite prevalentemente fra i comuni di Riva e Arco. Per la precisione gli alloggi sfitti sarebbero cinquantaquattro, tutti ‘parcheggiati’ in attesa di lavori di ripristino e manutenzione. Questo dato, rilevante in rapporto all’intero patrimonio abitativo dell’Alto Garda, aggraverebbe l’emergenza abitativa nell’area: sono infatti molte le famiglie, italiane e straniere, che hanno fatto richiesta della casa popolare e che sono ora in attesa dell’assegnazione.


La commissione si era dunque rivolta direttamente a Itea, invitandola ad accelerare i lavori di risanamento delle abitazioni sfitte, in modo da poterle mettere prontamente a disposizione della comunità altogardesana.


La risposta è arrivata a stretto giro di posta con una lettera del presidente di Itea, Salvatore Ghilardini. Nella missiva, Ghilardini afferma di prendere in seria considerazione le preoccupazioni dell’amministrazione di Riva del Garda per la situazione abitativa. Ridimensiona, però, il dato sugli appartamenti sfitti, che a fine ottobre erano, secondo il presidente Itea, ventitrè su tutto il territorio della Comunità dell’Alto Garda e Ledro. In particolare, dieci di questi appartamenti si troverebbero a Riva, nove ad Arco, sei a Dro e uno a Ledro.


Ghilardini precisa inoltre che gli alloggi sfitti non sono ‘fermi’, ma sono coinvolti in una delle tante fasi del risanamento: la pianificazione dei lavori, la programmazione, l’esecuzione dei lavori o l’iter di certificazione. Alcuni alloggi richiedono semplici lavori di adeguamento delle strutture e degli impianti; altri necessitano invece di un ripristino completo, con tempi di lavorazione conseguentemente più lunghi.


Un’altra piccola quota sarebbe invece rappresentata o da alloggi in via di dismissione, che Itea conta di mettere sul mercato in tempi rapidi, o da appartamenti che l’ente per l’edilizia popolare tiene come “riserva”, in caso di cambi alloggio o altre esigenze.


Non manca una buona notizia alla fine della lettera di Ghilardini: dieci degli alloggi in fase di ripristino sarebbero praticamente pronti e Itea ne avrebbe già segnalato la disponibilità alla Comunità di valle. Per questi appartamenti potrebbe quindi partire in tempi brevissimi la procedura di assegnazione, naturalmente seguendo le graduatorie delle richieste pervenute all’Istituto Trentino per l’Edilizia Abitativa.